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Crisi edilizia, attese risposte dalle istituzioni
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Convocato dal Ministro per le infrastrutture Matteoli un tavolo tecnico contro la disoccupazione del settore. Via al rilancio infrastrutturale. È convocato per oggi il tavolo tecnico, voluto dal Ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Altero Matteoli, contro il rischio di disoccupazione, che secondo le stime nel 2009 colpirà 250 mila lavoratori del settore edile.
Tra i partecipanti all’incontro i rappresentanti delle associazioni di costruttori e concessionarie autostradali, oltre ai vertici di Ferrovie, Anas e Confindustria. L’Ance, Associazione nazionale dei costruttori edili, e le maggiori organizzazioni sindacali chiedono al più presto l’attivazione di un pacchetto di misure anticrisi per il settore, che comprendano ammortizzatori sociali, progetti mirati al reinserimento professionale e un piano di investimenti per le infrastrutture e la casa.

La Legge 2/2009, che ha convertito il Decreto Legge anticrisi 185/2008, ha già reso più snelle le procedure della Conferenza di servizi in merito alla localizzazione delle opere di interesse statale, la cui verifica sulla conformità urbanistica spetta allo Stato di intesa con le regioni interessate.

Se l’accertamento da esito negativo o non si perfeziona l’intesa, è convocata la conferenza di servizi a cui prendono parte la Regione e i Comuni interessati, che devono pronunciarsi entro 60 giorni. La decisione della conferenza sostituisce gli atti di intesa, i pareri, le concessioni edilizie e le autorizzazioni previste dalla normativa nazionale e regionale.

Non è richiesta l’unanimità di tutte le amministrazioni per l’approvazione dei progetti e in caso di dissenso espresso lo Stato può assumere comunque la determinazione sulla base delle posizioni prevalenti, salvo che il parere contrario non derivi da un ente preposto alla tutela paesaggistico-ambientale o della salute e incolumità pubblica.

Incentivati anche gli interventi di riqualificazione del tessuto urbano, proposti da gruppi di cittadini organizzati e caratterizzati da immediata realizzabilità e assenza di oneri per l’ente locale.

L’attuale congiuntura è però contraddistinta da un allarmante calo della produttività nelle costruzioni, che secondo Giuseppe Colleoni, vicepresidente dell’Ance, necessitano di ammortizzatori ad-hoc, tralasciati dal Dl anticrisi. Solo nel 2008 le Casse Edili hanno erogato 200 milioni di euro tra indennizzi, contributi e assistenza sanitaria, lasciando intravedere uno scenario analogo se non peggiore per l’anno in corso. Si attendono quindi risposte dalle istituzioni.
edilportale 5 febbraio 2009
 
 
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