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Piano casa, monito di Napolitano
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Ma è giallo sulla lettera a Berlusconi
Palazzo Chigi: "Nel decreto ampliamenti solo per le ville". Franceschini mostra un testo e accusa: "Basta dire bugie".Il Colle. "Ascoltate le Regioni". Il premier: "Mai ricevuto il messaggio. Prima aveva smentito le anticipazioni: "Si parla di un testo non mio"
Sul piano casa il governo ascolti le Regioni. La notizia di una lettera dal Quirinale indirizzata al premier giunge al culmine di una giornata convulsa sul fronte del piano sull'edilizia del governo. E la tensione sale ancora quando il premier smentisce di averla ricevuta.
Una giornata iniziata con una frenata di Berlusconi che ha smentito le indiscrezioni circolate, "quel testo non è il mio", ha detto il premier, proseguita con le accuse del Pd ("il premier mente" ha detto Franceschini) e conclusa con la rassicurazione del premier: "Invierò agli enti locali un testo semplificato". Con Dario Franceschini, segretario del Pd, che chiosa: "Non se ne può più di questo continuo cambiare le carte in tavola".

Testo non vero. Sotto gli attacchi dell'opposizione e dei sindacati, con Epifani che a Repubblica Tv accusa: "Quel provvedimento è incostituzionale", Berlusconi frena e smentisce quanto pubblicato dal suo Giornale. "Ho sentito cose - ha detto il premier - che non erano nelle idee iniziali e che non saranno nel testo, cioè quello che riguarda gli immobili urbani. Decreto o ddl che sia, si fermerà alle case mono e bifamiliari e alle costruzioni da rifare dopo che queste saranno demolite". Una presa di distanza dal testo circolato ieri.

L'opposizione. Ma Franceschini non ci sta e incalza il premier. Convoca una conferenza stampa e smentisce il capo del governo distribuendo il testo il testo del piano casa che la presidenza del Consiglio ha inviato ai presidenti delle Regioni e delle Province e ai sindaci, ed accusa: "Berlusconi mente". In particolare dal testo, su carta intestata della presidenza del Consiglio, risulta che il decreto si applicherebbe "su tutto il territorio nazionale, fino all'emanazione di leggi regionali in materia di governo del territorio" e che l'aumento delle cubature delle case potrebbe avvenire "in deroga alle disposizioni legislative, agli strumenti urbanistici vigenti o adottati e ai regolamenti edilizi". "Non ne possiamo più di questo continuo cambiamento delle carte in tavola", ha concluso Franceschini.

Il nuovo annuncio. A questo punto Berlusconi, incalzato da Umberto Bossi, dopo una riunione dedicata all'argomento dice: "Oggi ho visto il testo del decreto, l'ho amplissimamente corretto riducendolo all'essenziale e lo presenterò, ridotto di molto, alle Regioni. Loro credono che non sia necessario un decreto. Su questo io sono disponibile". Parole in piena sintonia con quelle di Bossi che in contemporanea dice: "Bisogna trattare con le Regioni per evitare scontri. Molte Regioni hanno un piano casa; è meglio trattare con loro". Una posizione rafforzata da una presa di posizione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha scritto al governo invitandolo a tener conto del parere di Regioni e Comuni.

Il caso della lettera. In serata esplode poi il giallo della lettera di Napolitano. Una lettera - battono le agenzie - "riservata" e destinata a Berlusconi, ma che diviene rapidamente pubblica. Perché? Comunque il contuno della missiva è un monito del Colle a tenere presenti l'opinione e le preoccupazioni delle Regioni sul provvedimento che sta per approdare al Consiglio dei ministri". Un invito in sintonia, abbiamo visto, con le parole incalzanti di Bossi ed al quale il premier sembra rispondere con rassicurazioni. Salvo la precisazione che potrebbe aprire un altro caso con il Quirinale: "Non ho ricevuto alcuna lettera". dice Berlusconi.



"Italiani lavorino di più". Stamane il premier, nella cerimonia d'inaugurazione della linea alta velocità sulla tratta Bologna-Firenze, era invece intervenuto sulla crisi, invitando gli italiani ad avere "voglia di reagire, di impegnarsi e magari lavorare anche di più, reagendo a questa influenza americana, a questo virus che viene dall'America".

Un invito che poco dopo il segretario della Cisl Raffaele Bonanni ha rinviato al mittente: "Gli italiani già lo fanno - ha detto Bonanni in una pausa del congresso territoriale della Cisl milanese - non hanno mai cessato di farlo. Se nonostante tutte le disfunzioni del sistema il settore manifatturiero e dei servizi italiano è tra i più importanti del mondo vuol dire che gli italiani hanno sempre lavorato. A Berlusconi diciamo che il governo deve fare di più, con delle politiche anticicliche; quelle già messe in piedi potranno essere più efficaci con accordi con i governi locali".

La Repubblica - 25 marzo 2009
 
 
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