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La moda bella che fa anche bene
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Da Fa la cosa giusta alla Settimana della Moda di Milano. Dal 27 settembre al 2 ottobre Dressed Up e Terre di Mezzo eventi presentano il glamour etico, verde e indipendente


Un'alternativa possibile alla moda spersonalizzata e a-critica dei brand low cost, diffusi perché economici ed economici perché non etici, è quella verde, etica e indipendente che viene proposta a Milano da So critical, so Fashion (27 settembre - 2 ottobre, allo spazio AG22, via Alserio, 22). Un evento, il primo del genere in Italia, nato dopo la positiva esperienza dell'ultima edizione di Fa la cosa giusta, che proprio nel cuore della settimana milanese per eccellenza dedicata moda, la riporta a contatto con la gente invece di relegarla in spazi esclusivi per addetti ai lavori e giornalisti del settore. Sono stati allestiti dei corner di vendita diretta di numerosi brand che lavorano in maniera eco-sostenibile, e show room di presentazione per le nuove collezioni P/E 2011. E poi un openshooting dove ciuscuno può essere protagonista di un reportage di moda, dal make up artist alla stylist per finire attraverso l'obiettivo di fotografi professionisti.
«Un rapporto fondamentale che fa parte del processo stesso che dà vita alla moda» spiega Chiara Righi, responsabile dell'organizzazione di So critical, So fashion. Una scelta anche rischiosa ma necessaria che intende (ri)portare l'attenzione, non solo di chi compra ma anche di chi produce, cioè i grandi attori del settore, chi ha davvero la possibilità di decidere, sulla necessità di un consumo critico.

«L’industria della moda e del tessile è una delle più inquinanti. Per questo è importante parlare di ambiente. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel mondo ci sono ogni anno 22 milioni di morti per i pesticidi utilizzati nella coltivaziona del cotone e 1 milione di persone che si ammalano per ragioni connesse con questo settore» prosegue Chiara Righi. «Inoltre bisogna cercare di contrastare la tendenza sempre più diffusa all'usa e getta che produceuna maggior quantità di rifiuti tessili, causando un problema ecologico-ambientale». A risentirne è anche l'economia italiana visto che «quasi tutto viene prodotto all'estero». E poi c'è un «problema sociale dal momento che nei Pesi dove è stata spostata la produzione (come il Sud-Est asiatico) di fatto non esiste nessun tipo di controllo, nè tutela dei diritti dei lavoratori». Infine, bisogna riconoscere che «il mondo della moda sta finendo le idee e ha quindi bisogno di qualcosa di nuovo. E se questo "nuovo" è prima di tutto bello e poi fa anche bene, siamo tutti più contenti».

Non a caso a So critical, So fashion sono stati allestiti dei laboratori pratici dove la gente può provare in prima persona a creare, recuperare, cucire, decorare, tessere: per toccare con mano questa arte e capire anche il perché un qualcosa prodotto in italia, in un certo modo, con certi materiali, ha anche un certo costo.

E come in ogni evento legato alla moda, a inaugurare So Critical So Fashion sarà la sfilata di Dressed Up, aperta al pubblico, alla quale parteciperanno13 diversi stilisti:



959 - Le cinture di sicurezza si trasformano in borse per una collezione interamente creata col recupero del materiale presso gli autodemolitori dove etica ed estetica convivono fra loro e col valore d'uso di questo materiale "indistruttibile" nato per "proteggere" e ora tornato a nuova vita ma con la medesima funzione.



ALTROMERCATO/CHICO MENDES - Abbigliamento e accessori equosolidali per vestirsi bene utilizzando filiere produttive trasparenti, materiali naturali e lavorazioni artigianali, nel rispetto dei diritti dei lavoratori e dell'ambiente. Sono tutti pezzi unici, fatti a mano.



CAIRA DESIGN - Francesca Caira dà vita a una collezione che di basa sulla ricerca e il riciclo di tessuti e capi usati, anche attraverso la rielaborazione di forme e abbinamenti. Tutti i capi vengono de-strutturati e ripensati e arricchiti da manualità sartoriale e da accessori vintage che rendono unico ogni pezzo.



ECOLOGINA - Creazioni 100% riciclate: una linea di moda che nasce dai tessuti di scarto delle aziende tessili e da capi d'abbigliamento non più utilizzati, salvati dalle discariche e trasformati in vestiti desiderabili e aggiornati. Piacere estetico e qualità etica rigorosamente made in Italy.



LABORATORIO ISOLA - Ideatore e organizzatore di Dressed Up, è un progetto che dà spazio alla ricerca su tessuti innovativi e forme ricercate. Per esempio: la prima collezione "Mi vesto di latte" proponeva capi interamente realizzati con Milkofil, prodotto tessile derivante dalle proteine del latte.



LABORATORIO LAVGON - Nato nel 2004, crea abbigliamento utilizzando tessuti made in Italy (sete di Como, lane altoatesine, lini, canape, bamboo biologici toscani) o di specifiche comunità straniere con cui è entrato in contatto diretto (ex. comunità di donne che producono seta in Laos) e dagli scarti di questa produzione, riciclandoli, dà vita anche ad accessori e complementi d'arredo come cuscini, tappeti patchwork, pannelli portatutto, spille, cinture, marsupi, bors ee pochette.



MANITESE - Cooperativa sociale, sfilerà con capi realizzati dalla Ong cambogiana M'Lop'Tapang che da anni collabora con la Ong italiana per promuovere l'istruzione e la formazione professionale dei bambini di strada e il loro reinserimento nelle famiglie d'origine.



PALIMODDE - Nato in Sardegna, Sergio Palimodde ha imparato da suo padre, sarto artigianale, come trasformare un tessuto in un capo d'abbigliamento. A Milano nel 2006 ha lanciato il suo brand, Palimodde, che propone una linea che racchiude influenze di musica rock, arte contemporanea e cinema.



QUINCY TORINO - Abiti per uomo e donna ricercati sia nei modelli che nei tessuti e una linea più estroversa per un pubblico più giovane e dinamico creati da Quincy, al secolo Angelo Di Placido, classe 1974, torinese.



SAMANTHAKHAN TIHSLER - Abiti dedicati alle spose ironici e leggeri, frizzanti nello spirito, classici e innovativi allo stesso tempo che permettano di sentirsi se stesse ed eleganti con un vestito e accessori che possono anche essere reindossati in occasioni future.



SHAMAT - In persiano Shamat significa "scacco matto": una linea d'abbigliamento creato da due amiche, sintesi di un'esperienza di vita e LAvoro che da Venezia arriva fino in India e Medio Oriente. scomponibili e sovrapponibili, colorati, ricercati, elementari, tutti in grtado di raccontare uan storia. Pret a vivre



SILVIA BECCARIA - esponente della Fiber Art, Silvia Beccaria utilizza la tecnica della tessitura a mano per giocare in totale libertà. Ideatrice di tessuti non convenzionali che intrecciano seta, lana, lino, cotone con tubi di plastica, pluriball, metalli, carta, lamine di alluminio e gomma. Dalle suye sperimentazioni nascono abiti scultura concepiti per la vita di tutti i giorni. Dal 1993 elabora progetti di dattici in cui la tessitura viene utilizzata come strumenti di riabilitazione ed educazione.



STEFIERRE - Dalla passione di Stefania Riboni per l'abbigliamento, dal 2008 il marchio presenta una linea di moda con abiti semplici, essenziali, talvolta con volumi e tagli geometrici, altre volte romantici e con particolare attenzione alle rifiniture. Ogni capo ha un particolare che lo rende unico.

libero.it - 28 sett 2010
 
 
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