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Dopo Atlantide, altre città a rischio
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Centimetro dopo centimetro, inesorabilmente il livello dell'acqua sale: a rischio persino la Grande Mela.
Secondo il mito Atlantide, isola situata nell’Oceano al largo della Spagna, sarebbe stata una potenza in grado di dominare buona parte di Europa e Africa prima di essere sommersa dalle acque. Ma l’affondamento di aree costiere molto popolose non appartiene solo alla leggenda. Sette città turistiche moderne, di cui una in Italia, rischiano di fare la stessa fine.
CITTA’ DEL MESSICO - Nella capitale messicana la terra si apre all’improvviso inghiottendo le persone. Soprattutto durante la stagione estiva delle piogge, le centinaia di crepe lungo le strade si spalancano di frequente, con gravi rischi in un’area metropolitana dove vivono 20 milioni di persone. In un caso un temporale ha allargato una crepa della strada inghiottendo un’auto e un curioso che stava a guardare, che si è schiantato dopo un volo di 20 metri. Costruita sul letto di un lago prosciugato, negli ultimi 100 anni Città del Messico si è abbassata di dieci metri.

NEW YORK – Della metropoli Usa abitata da 20 milioni di persone potrebbe rimanere solo l’Empire State Building. Situata alla foce del fiume Hudson, nel punto in cui confluisce nell’Atlantico, la Grande Mela sarà una delle città al mondo a soffrire di più per il riscaldamento climatico che scatenerà nella zona delle tempeste tropicali. E le inondazioni saranno solo una delle catastrofi che dovrà affrontare New York. In un primo momento sarà trasformata in una palude, quindi sarà spazzata via dal mare.

SHANGAI – Le case del quartiere commerciale Bund, il più elegante della città, sono già sotto il livello del fiume Huangpu che le costeggia. L’acqua, respinta dal mare, minaccia sempre più spesso di allagare alcuni dei palazzi più famosi della Cina. Anche sull'altra sponda i grattacieli di Pudong, con l’alta marea, finiscono sott’acqua. Altri 200 anni e il livello degli oceani aumenterà di cinque metri: Shanghai è tre metri sopra il livello del mare.

HOUSTON – Anche il centro della Nasa, visitato ogni anno da migliaia di turisti, è a rischio. Houston sorge infatti su un terreno completamente sabbioso che rischia in alcuni casi di sprofondare. Ma a danneggiare le fondamenta della città, più della sabbia, sono state soprattutto l’estrazione di petrolio e le circa 300 faglie che corrono sotto la città.

VENEZIA – Quando la città è stata fondata nel 421, il livello del mar Adriatico era di circa 5 metri più basso di quello attuale. Per secoli l’acqua è cresciuta molto lentamente, ma negli ultimi 100 anni il suo livello è aumentato in modo vistoso. Ogni anno che passa il mare si avvicina sempre più all’altezza delle strade. E la chiara tendenza, osservata nel corso dei secoli, porta a concludere che presto Venezia sarà sommersa. Se non si farà nulla per bloccare l’aggravarsi della situazione, dal 2055 una significativa porzione dei percorsi pedonali, delle piazze e dei pavimenti delle case situati al pian terreno saranno sommersi.

BANGKOK – Anche la capitale della Thailandia sta affondando rapidamente. A minacciarla è il fiume Chao Phraya, che confluisce nella baia di Bangkok a circa 48 chilometri dalla città. La capitale e le sue dozzine di templi, patrimonio dell’umanità, potrebbe ritrovarsi sotto l’acqua in soli sette anni. Secondo una ricerca dello scienziato thailandese Ajong Chumsai na Ayudhya, a influire sull’innalzamento del Chao Phraya è il riscaldamento globale.

NEW ORLEANS –Con il tempo il terreno che separava la città dal Golfo del Messico è stato eroso lentamente, rendendola molto esposta alle tempeste tropicali. Prima dell’uragano Katrina del 2005 però gli esperti non si erano resi conto del fatto che New Orleans stava affondando. Solo una ricerca del 2006 ha rivelato infatti che la città era sprofondata di circa mezzo centimetro l’anno, mentre gli argini costruiti per proteggerla si erano abbassati di quattro o cinque volte più rapidamente.

yahoo - 13 ottob 2010
 
 
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