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Palcoscenico 2013
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Ecco il teatro che vedremo a Bologna: tra Cuticchio e Odin poi Teatre, Ostermeier e Deflorian
LA STAGIONE
Palcoscenico 2013
Ecco il teatro che vedremo a Bologna: tra Cuticchio e Odin poi Teatre, Ostermeier e Deflorian
Spettacolo di Laminarie
BOLOGNA - Eravamo stati facili profeti, l’anno scorso, nel vaticinare: «Sarà sempre più periferico, decentrato, provinciale, il teatro, nel prossimo anno, terzo o quarto dell’Era della Crisi». L’unico premio Ubu arrivato a Bologna, nel 2012, è andato a Dom di Laminarie al Pilastro, che nel 2013 porterà uno degli spettacoli di cartello della stagione, Poco lontano da qui di e con Chiara Guidi e Ermanna Montanari. Non è un mistero che la crisi culturale da noi sia più sentita che altrove, forse perché eravamo abituati a una notevole pluralità di proposte. Oggi dominano due monoculture: da una parte musical e intrattenimento sempre più televisivo e corrivo, dall’altra una prosa senza anima.
LA CINTURA - Ci salva la cintura, i soliti Itc di San Lazzaro e Pubblico Teatro di Casalecchio, e la periferia, con la vivacità di Dom e dei Teatri di Vita. Questi ultimi, pur utilizzando gli splendidi spazi molto al di sotto delle loro possibilità, nel 2012 ci hanno riservato più di una bella sorpresa. Non parliamo di Emma Dante e Ricci/Forte, che si stanno dimostrando di poca consistenza e originalità a parte la facile, commerciale trasgressione e il gioco sfacciato con l’emozione. Ci riferiamo a spettacoli intensi come Reality del premio Ubu (migliore attrice) Daria Deflorian (che nel 2013 si potrà vedere nel pluripremiato L’origine del mondo a Ravenna), o all’azzeccato Copi con la regia di Adriatico, un divertimento folle con un gruppo di attrici stratosferico.



La pièce Creation
TEATRI DI VITA - Nel 2013 Teatri di Vita si concede sontuosi festeggiamenti del ventesimo compleanno con un programma al di sopra delle possibilità. Arriverà finalmente a Bologna Thomas Ostermeier, regista e direttore della mitica Schaubühne di Berlino, una quindicina d’anni dopo la sua rivelazione (ma intanto arriva). Si vedranno spettacoli internazionali di danza, in un anno in cui questo settore, malandato nella nostra città a dispetto del pubblico numeroso che lo segue, di bravi artisti e di bei festival come Danza Urbana, spera molto dalla nomina di Virgilio Sieni a direttore della Biennale Danza di Venezia. Sieni ha danzato con anziani partigiani nel 2012 davanti al Museo per Ustica: quando la città ospiterà uno dei suoi strepitosi progetti, che mettono in coreografia i gesti, i comportamenti, la bellezza della gente normale, bambini, donne, anziani? La rassegna dedicata alla memoria di Ustica è una delle belle immagini del 2012: ha portato, in anteprima, quello che è stato lo spettacolo dell’estate, Mercuzio non vuole morire dei detenuti-attori della Compagnia della Fortezza.



Mimmo Cuticchio
XING - In aprile scopriremo le proposte, stimolanti e controverse, del Festival di teatro contemporaneo di Xing. E speriamo di vedere in città quella realtà fenomenale che è Archivio Zeta, che da anni fa spettacoli folgoranti nel Cimitero militare germanico della Futa (contatti sono in corso con diverse istituzioni bolognesi). Il buco è l’Arena del Sole: in crisi economica, nonostante cartelloni che strizzano l’occhio troppo al botteghino, attende di essere rifondata. Ci auguriamo che ciò avvenga prima del collasso. Unici momenti di vitalità di stagioni poco pensate sono le ospitalità: di Gender Bender, di Arte e Salute, che ci ha regalato il bellissimo La classe morta, della Soffitta. Il teatro dell’Università ci porterà in febbraio un grande maestro, il palermitano Mimmo Cuticchio, che rende le antiche tradizioni dei pupi e del «cunto» favole per i nostri tempi.

LA SOFFITTA - Sempre la Soffita ospiterà ancora l’Odin Teatret. Il programma non è ancora annunciato: temiamo che per la scarsità di fondi che affligge questo spazio di intelligente programmazione non sia l’ultimo straziante, smarrito, impegnativo spettacolo, La vita cronica, che ha debuttato in Italia ormai più di un anno fa. Anche altrove in regione spira vento di crisi. Eppure Modena inventa, con la regia del bolognese Claudio Longhi, un progetto sulla nostra identità europea che attraversa per vari mesi tutta la città estense fino a uno spettacolo conclusivo in maggio; e Ravenna propone ancora un modello di condivisione: il Teatro delle Albe chiama le giovani realtà cittadine a partecipare alla gestione della stagione dedicata alla scena contemporanea, dividendo il suo budget. Anche qui c’è uno zampino bolognese, quello della curatrice e organizzatrice Elena di Gioia.

9 genn 2013 - corrieredibologna.corriere.it
 
 
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