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Ndrangheta, perquisizione a casa di Vincenzo Iaquinta
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Il padre, Giuseppe Iaquinta, era tra i 117 arrestati dell’inchiesta sulla presenza della ‘Ndrangheta in Emilia. BOLOGNA - Nell’ambito dell’indagine Aemilia della Dda di Bologna è in corso una perquisizione a casa di Vincenzo Iaquinta, ex attaccante della nazionale azzurra campione del mondo di calcio.
Il padre, Giuseppe Iaquinta, era tra i 117 arrestati. A quanto si apprende, l’abitazione dell’ex calciatore oggetto della perquisizione dei carabinieri è a Quattro Castella comune del Reggiano.
Al centro dell’inchiesta due pistole trovate ieri in un’altra perquisizione, in una cassaforte a casa del padre Giuseppe. Le armi sarebbero regolarmente detenute dall’ex calciatore, ma il padre, in seguito ad un divieto, non poteva averle in casa.

LA PERQUISIZIONE - La perquisizione a casa di Giuseppe Iaquinta è stata delegata dalla Dda di Bologna e le due pistole, una calibro 38 e una calibro 7,65, sono state trovate all’interno di una cassaforte, in un sottoscala nel seminterrato. Le due armi dovevano essere detenute a Quattro Castella, dove l’ex calciatore risiede. Il divieto di porto d’armi per il padre fu deciso dalla prefettura di Reggio Emilia, dopo la cena del 21 marzo 2012, in un ristorante della città: è la cena alla quale parteciparono oltre al politico Giuseppe Pagliani di Forza Italia (anche lui tra gli arrestati dalla Dda come il padre di Iaquinta) anche altre persone ritenute vicine alla `ndrangheta e secondo gli investigatori in quell’occasione fu siglato un patto tra il politico e le cosche. In seguito al ritrovamento delle pistole, oggi sono scattate ulteriori perquisizioni a casa di Iaquinta e di due fratelli

L’ORDINANZA - Nell’ordinanza del giudice si legge che «pur non essendo coinvolto nella consumazione di reati fine, Giuseppe Iaquinta è un soggetto di rilievo all’interno dell’organizzazione criminale. Egli, innanzitutto, è in stretto contatto con i vertici dell’associazione.» Il giudice scrive che sono state infatti accertate «frequentazioni con Grande Aracri Nicolino (il clan presente nel Reggiano, ndr) e nel luglio 2011 dopo un summit in Cutro a cui ha partecipato anche Gualtieri Antonio, è stato coinvolto nel progetto di realizzazione di un pool di imprese reggiane (vicine o contigue al sodalizio) per andare ad acquisire importanti appalti nella zona di Cutro o comunque in Calabria».

LA CARRIERA DI IAQUINTA - Iaquinta, oggi 35enne, è nato a Crotone e ha chiuso con il calcio a giugno 2013. Era nella spedizione azzurra del 2006 che vinse la Coppa del Mondo battendo in finale la Francia ai rigori. Nel Mondiale di Germania, Iaquinta fu uno dei grandi protagonisti con 5 presenze e una rete messa a segno contro il Ghana nella partita d’esordio vinta 2-0 dall’Italia. L’attaccante disputò anche la finale che consegnò la coppa ai ragazzi di Lippi. Con la maglia della Nazionale giocò anche lo sfortunato Mondiale del 2010. Iaquinta dopo aver giocato nel Padova e nel Castel di Sangro è passato all’Udinese, dove è rimasto per 7 stagioni prima di passare alla Juventus con cui è rimasto per cinque stagioni.

L’IMPRENDITORE - Sempre nell’ambito dell’inchiesta uno dei destinatari delle 117 misure di custodia cautelare della Dda di Bologna contro la `Ndrangheta, l’imprenditore Palmo Vertinelli, risulta latitante. Si tratta di un imprenditore, accusato tra l’altro di associazione a delinquere di tipo mafioso e ritenuto uno dei prestanome delle cosche nel Reggiano. Nel garage della sua abitazione sono state trovate auto di lusso. Secondo quanto si apprende, poi, dalla mattinata sono in corso altre perquisizioni collegate all’inchiesta Aemilia, e sono state sequestrate armi, munizioni e documenti. Vertinelli, 54 anni, nato a Cutro, viene definito dall’ordinanza del giudice Alberto Ziroldi - che si rifà a dichiarazioni di pentiti - «la forza economica» di Nicolino Grande Aracri in Emilia. L’imprenditore, proprio in ragione della vicinanza alla cosca, «era in grado di aggiudicarsi appalti nel settore dell’edilizia» e, di conseguenza, corrispondeva a Grande Aracri una parte dei suoi proventi, aiutandolo a sostenere le spese degli avvocati

corrieredibologna.corriere.it
4 febb 2015
 
 
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